Grand Central Terminal, la guida completa alla stazione di New York

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Grand Central Terminal è una destinazione turistica, non solo un pit-stop per i viaggiatori. È una stazione ferroviaria ma il suo fascino va ben oltre lo scopo dichiarato, diventando una vera e propria icona moderna, riconoscibile in molti film che hanno reso la stazione uno dei luoghi centrali delle proprie scene.

Il punto di riferimento in stile Beaux-Arts serve la linea pendolare Metro-North per lo stato di New York e il Connecticut, nonché il sistema di metropolitana MTA in città (le fermate degli autobus sono proprio fuori, e anche il servizio di Long Island Rail Road è in arrivo, ci vorranno ancora da cinque a sette anni dal completamento).

In tutto, ci sono 44 piattaforme per 67 binari, lungo i quali oltre 700 treni entrano ed escono ogni giorno. Si aggiungono ad essi decine di negozi, di opzioni per la ristorazione, un mercato gourmet, un bar molto elegante e, sì, addirittura campi da tennis, ed è probabilmente più grande del tuo centro commerciale locale. Senza dimenticare dettagli che rendono una visita al terminal un evento: la musica classica suonata nell’atrio (e concerti mensili tenuti proprio nell’area).

La Storia del Grand Central Terminal

Il Grand Central Terminal come appare oggi è frutto di alcuni importanti cambiamenti da quando è nato nel diciannovesimo secolo. Il magnate degli affari Cornelius Vanderbilt acquistò la proprietà per il Grand Central Depot nel 1869 e progettò che la struttura unisse le linee Hudson, Harlem e New Haven; a causa delle normative, non fu possibile costruire nuove linee a sud della 42a strada.

Si aprì alla fine del 1871, sebbene il sovraffollamento e le questioni di sicurezza delineassero sin da subito la necessità di miglioramenti; verso la fine del secolo vi furono aggiunte, modifiche e una ridenominazione alla Grand Central Station. Quando un incidente ferroviario del 1902 uccise 15 passeggeri, l’ingegnere capo della New York Central Railroad William J. Wilgus chiese un passaggio dalle macchine a vapore a quelle elettriche per un nuovo terminal a due livelli.

La ricostruzione iniziò nel 1903 e terminò 10 anni dopo con un’inaugurazione il 2 febbraio 1913, alle 00:01 come uno dei primi edifici interamente elettrici.

Il Grand Central Terminal è stato designato come un punto di riferimento della città negli anni ’60, anche se gli sviluppatori hanno portato il Grand Central sull’orlo della demolizione. Con l’aiuto di Jacqueline Kennedy Onassis, la stazione riuscì a ottenere lo status di punto di interesse nazionale (nel dicembre 1976) e ad evitare la sua fine.

Dopo anni di abbandono, negli anni ’90 si ebbe finalmente un importante rinnovamento. Oggi, il Grand Central Terminal è stato riportato al suo splendore originale e rimane uno dei centri di trasporto più famosi al mondo.

Come raggiungere il Grand Central Terminal

Ovviamente in treno, attraverso le linee della metropolitana. In particolare i treni 4, 5, 6, 7 e S (42nd Street Shuttle) fermano tutti al Grand Central Terminal.

La stazione è aperta tutti i giorni dalle 5:30 alle 02:00

Cosa vedere in stazione

L’atrio principale

grand central terminal

Come abbiamo già detto nella prefazione la prima cosa che colpisce e spezza il fiato per l’incredibile bellezza è questo atrio collocato in un edificio in totale stile Beaux-Art.
Ambiente maestoso caratterizzato da enormi scalinate di collegamento tra i diversi piani, pavimenti in marmo e soffitti imponenti.

Nel Main Concourse si trovano le biglietterie e al centro il banco informazioni in marmo e ottone, su cui svetta un grosso orologio in opale a 4 facce, simbolo della stazione.

Il Soffitto

grand central terminal

Il soffitto è a botte e decorato con un cielo notturno composto di 2500 stelle, opera del pittore francese Paul Cesar Helleu. Su questo dipinto vige un mito, che siano state dipinte al contrario per raffigurare la prospettiva di Dio, in verità sembri essere solo un errore del pittore.

Essendo una stazione tuttora in uso, il catrame e i fumi di scarico dei treni ne avevano usurato la bellezza, ad oggi rinvenibile grazie ad un sostanzioso restauro eccetto per un piccolo quadrato che serve proprio a rendere tangibile ai visitatori l’effetto del tempo.

grand central terminal

A seguito degli attentati dell’11 settembre al soffitto è appesa un’enorme bandiera americana.

Appartamento Vanderbilt

L’appartamento porta il nome della famiglia proprietaria che ha costruito la stazione. Un tempo utilizzato come sala d’attesa, oggi semplicemente un luogo di visita, con lo scopo di permettere di rivivere e tornare a respirare l’aria di una New York ormai sepolta nei ricordi di intere generazioni. In una città in costante evoluzione, votata al futuro più estremo, le pareti di questo appartamento riescono a restituire un vero e proprio spaccato di storia americana.

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